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La struttura del Sé nei disturbi alimentari

La struttura del Sé nei disturbi alimentari

di Sabba Orefice

Questo articolo si pone come una succinta, e necessariamente non esaustiva, esemplificazione di una proposta di riorganizzazione della psicopatologia, attualmente in elaborazione e recentemente in parte già illustrata1, di cui è allo studio un’esposizione ben più ampia e compiuta.
Lo accenno qui perché con i colleghi di State of Mind e Studi Cognitivi è in avvio uno scambio di riflessioni sulla psicopatologia clinica, che riprende un filo lasciato sospeso dal convegno del 2000 su “Il futuro della psicoterapia”.
Lo farò utilizzando lo studio dei disturbi alimentari cui mi sono riferito nel precedente articolo “La maternità conflittuale” 2 come un’occasione per accennare al modello psicopatologico cui faccio riferimento con i colleghi dell’A.R.P. Consapevole che questo “pretesto clinico” possa risultare un buon vettore per esemplificare alcuni concetti teorici e metodologici di quel modello, sono al contempo consapevole della mole di fattori ed
elementi strutturali che dovrò inevitabilmente omettere o solo troppo brevemente accennare, in uno sforzo di sintesi che lascerà volutamente aperte molte tematiche.
Nel suddetto contributo su questa rivista illustravo come le testimonianze delle madri spesso forniscono elementi preziosi per la ricostruzione del sorgere e dell’instaurarsi dei DCA a partire dalle loro difficoltà affettive iniziali, con l’emergere di un sentimento di verità che permette e facilita l’individuazione degli sviluppi di quelle difficoltà nelle osservazioni cliniche delle pazienti.

Leggi tutto l’articolo:
Psicopatologia attraverso i DCA – Sabba Orefice

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